Emodinamica

Emodinamica dello shock — Scheda Rapida

Reference card per un consulto veloce al letto: definizione, valutazione, monitoraggio e terapia ragionata.

capitoli Consulto rapido Peer-reviewed
1

Definizione, fisiopatologia e classificazione

Messaggio chiave
Lo shock non è "pressione bassa". È insufficienza circolatoria: la portata di sangue e ossigeno non copre le richieste dei tessuti, anche quando la PAM sembra normale.

1. Che cosa intendiamo davvero per shock

Lo shock neonatale è uno stato di ipoperfusione sistemica con compromissione del metabolismo cellulare (passaggio a metabolismo anaerobio, produzione di lattato, alterazione delle funzioni d'organo).

In pratica: la domanda clinica è sempre "questo neonato riceve abbastanza ossigeno a livello tissutale?" — non "che pressione ha?".

Trappola concettuale
Un neonato con PAM "nel range" può essere in shock conclamato. La perfusione tissutale (clinica + lattato + NIRS) prevale sulla pressione.

2. I tre pilastri dello shock

Ogni quadro di shock deriva in proporzione variabile da tre elementi:

  • Portata cardiaca (precarico, contrattilità, frequenza)
  • Resistenze vascolari sistemiche
  • Integrità della microcircolazione e capacità di estrazione

La fisiopatologia va letta così:

  • se la portata scende → i tessuti "rubano" più O₂ → lattato ↑;
  • se le resistenze sono troppo alte → la pompa lavora contro un sistema rigido;
  • se la microcircolazione è alterata → anche con buona pressione il tessuto resta ipossico.
Approccio pratico
Identifica che cosa limita il sistema in quel momento: volume, pompa, resistenze o microcircolo. La terapia discende da lì.

3. Classificazione clinica operativa

A) Ipovolemico

  • perdita di volume (emorragia, terzo spazio, disidratazione)
  • PAM spesso bassa, estremità fredde, IVC collassata
  • risposta iniziale tipica ai boli (se correttamente indicati)

B) Cardiogeno

  • disfunzione di pompa (asfissia, miocardite, cardiopatie, PPHN)
  • portata bassa, congestione possibile, risposta scarsa ai boli
  • necessità precoce di supporto inotropo mirato

C) Settico

  • componente combinata: vasodilatazione + disfunzione di pompa
  • forme "fredde" (bassa portata) o "calde" (vasoplegia marcata)
  • tempo è cruciale: antibiotici + supporto emodinamico appropriato

D) Vasoplegico

  • resistenze molto basse, diastolica bassa, polsi ampi
  • PAM bassa nonostante portata inizialmente conservata
  • risposta migliore a vasopressori rispetto ai boli ripetuti

E) Ipertensione polmonare (PPHN) / shunt

  • post-carico destro elevato, shunt destro-sinistro
  • ipossiemia, instabilità, steal sistemico
  • priorità: ridurre post-carico polmonare, non "inseguire" la PAM

F) PDA emodinamicamente significativo

  • steal sistemico con ipoperfusione mesenterica/renale
  • PAM anche normale, ma NIRS periferiche basse e lattato ↑
  • correzione centrata sul dotto, non sui boli
Attenzione
Molti neonati passano da un fenotipo all'altro nelle prime ore: etichettare troppo presto porta a scelte rigide e sbagliate.

4. Ipotensione "transizionale" vs shock vero

Nei primi giorni di vita la PAM può essere bassa senza ipoperfusione reale. In questi casi, segni clinici e lattato valgono più del numero.

  • Transizionale: lattato stabile, refill buono, diuresi adeguata.
  • Shock: lattato ↑, perfusione scarsa, NIRS sfavorevoli.
Alto rischio
PAM bassa + NIRS bassa + diuresi in calo o lattato in aumento → trattare come shock finché non si prova il contrario.

5. Perché la classificazione è importante

La classificazione non serve a scrivere una diagnosi elegante, ma a scegliere la mossa successiva:

  • ipovolemico → priorità ai volumi (guidati)
  • cardiogeno → inotropi mirati, pochi boli
  • vasoplegico → vasopressori mirati
  • PPHN / PDA → lavorare sullo shunt e sul post-carico
Conclusione operativa
Prima di intervenire, chiediti: "Che tipo di shock sto davvero trattando?" — la risposta decide la terapia, non il valore della pressione.
2

Valutazione clinica dello shock

Messaggio chiave
La diagnosi di shock nasce al letto del paziente. I monitor si interpretano dopo — non prima.

1. Prima impressione

  • Colore: pallido? marmorizzato? cianotico?
  • Comportamento: ipotonico, poco reattivo, irritabile?
  • Respiro: tachipnea, pause, sforzo?
  • Movimenti: poveri, asimmetrici, segni di encefalopatia?
Trappola
Normalizzare parametri numerici e ignorare il "quadro globale" porta a sottovalutare shock occulti.

2. Perfusione periferica

  • Refill capillare: centrale e periferico (target < 2-3 s).
  • Temperatura periferica: fredda vs tiepida.
  • Polsi: centrali vs periferici, ampiezza, simmetria.
  • Diuresi: fondamentale (<1 ml/kg/h = campanello).
Regola semplice
Se perfusione e diuresi sono pessime, considera shock anche con pressione "normale".

3. Parametri vitali: leggerli come "pattern"

  • Frequenza cardiaca: tachicardia persistente = segnale di compenso.
  • PAM: utile, ma mai isolata.
  • Saturazione: pre/post-duttale, dinamica respiratoria.
  • Temperatura: febbre/ipotermia cambiano il quadro metabolico.
Attenzione
La bradicardia nel neonato può essere tardiva: quando compare, lo shock è spesso più avanzato.

4. Segni clinici che orientano il fenotipo

A) Shock "freddo"

  • estremità fredde, refill lento, polsi deboli
  • PAM bassa o borderline
  • probabile bassa portata

B) Shock "caldo"

  • cute calda/rosata, polsi ampi
  • PAM bassa, tachicardia
  • vasoplegia probabile

C) Shock occulto

  • PAM apparentemente normale
  • lattato ↑, diuresi ↓, NIRS sfavorevoli
  • microcircolo compromesso
Idea pratica
Non chiederti solo "quanto è la pressione?", ma "come sta arrivando il sangue ai tessuti?".

5. Organi bersaglio

  • Cervello: irritabilità, sonnolenza, crisi, tono alterato.
  • Rene: diuresi che cala, creatinina che sale.
  • Intestino: residui, distensione, perfusione dubbia.
  • Cuore: tachicardia persistente, segni di congestione.
Segnale sottile
Nausea/alimentazione che peggiora nei prematuri può essere il primo segno di ipoperfusione mesenterica.

6. Integrare i dati

  • Clinica pessima + lattato ↑ → forte sospetto di shock.
  • Clinica dubbia + NIRS bassa → monitoraggio stretto e chiarimento rapido.
  • Clinica buona ma PAM bassa → considerare ipotensione transizionale.
Alto rischio
Peggioramento rapido della perfusione, diuresi in caduta e alterazioni neurologiche → trattare come shock e rivalutare subito con approccio strutturato.
In sintesi
Guardare, toccare, ascoltare → poi leggere i monitor. La clinica guida, la tecnologia conferma o smentisce.
3

Emogas, ecografia, NIRS, ICON e HeRO

Messaggio chiave
Nessun singolo parametro "diagnostica" lo shock. Il giudizio si costruisce integrando: perfusione clinica → emogas con lattato → ecografia toracica/cardiaca funzionale → NIRS → ICON → indici di rischio come HeRO, guardando sempre l'andamento nel tempo.

1. Emogas e lattato

L'emogas è il primo specchio dell'equilibrio tra apporto e consumo di ossigeno. Il lattato è un marcatore di sofferenza metabolica, ma va interpretato in contesto:

  • Lattato elevato con trend in crescita → verosimile mismatch DO₂/VO₂.
  • Lattato elevato ma in discesa dopo l'intervento → probabile risposta adeguata.
  • Lattato normale non esclude shock nelle fasi precoci o in quadri cronici.
Attenzione
Ventilazione inadeguata, ipoglicemia, convulsioni, β-agonisti, infezione precoce e ipotermia possono aumentare il lattato anche senza ipoperfusione significativa.

Il profilo acido-base aggiunge profondità:

  • Acidosi metabolica con lattato alto → fase avanzata di shock tissutale.
  • Acidosi respiratoria prevalente → componente ventilatoria predominante.
  • Ipossia con lattato ancora normale → finestra precoce per intervenire.

2. Ecografia toracica/cardiaca funzionale

In TIN non serve un'ecocardiografia "completa", ma una valutazione funzionale con poche domande operative:

  • Il ventricolo sinistro è depresso o iperdinamico?
    Depresso → fenotipo cardiogeno. Iperdinamico con cavità piccole → ipovolemia o vasoplegia.
  • Come appare la vena cava inferiore?
    Collassata → deficit di volume. Distesa → congestione / post-carico elevato.
  • Segni di PPHN o sovraccarico destro?
    Setto deviato, VD dilatato, shunt destro-sinistro.
  • PDA emodinamicamente significativo?
    Steal sistemico con ipoperfusione renale/mesenterica.
  • Ecografia polmonare
    Pattern B diffuso, consolidamenti, mismatch con il quadro emodinamico.
Trappola frequente
Ventricolo "piccolo" + ipotensione non significa automaticamente ipovolemia. In un contesto di resistenze elevate, il ventricolo può apparire "svuotato" perché non riesce a eiettare in un sistema rigido.

3. NIRS: la finestra sulla microcircolazione

La NIRS misura la saturazione tissutale regionale: è un indice di equilibrio locale tra apporto e consumo di ossigeno.

  • NIRS cerebrale: autoregolazione cerebrale in atto?
  • NIRS renale/mesenterica: molto sensibile allo steal (PDA), ipovolemia, vasocostrizione.
  • Δ (SpO₂ – NIRS): gradiente largo = estrazione aumentata ("fame di O₂").
Uso avanzato
NIRS che migliora dopo intervento → efficace; NIRS stabile o peggiore nonostante PAM "corretta" → microcircolazione non beneficia.
Alto rischio
NIRS persistentemente bassa + lattato in crescita + diuresi in calo → considerare shock conclamato anche con pressione nel range.

4. ICON: uscire dalla logica pressione-centrica

L'ICON stima parametri emodinamici globali:

  • Cardiac Output / Stroke Volume → portata di pompa.
  • Indice di contrattilità → performance del ventricolo.
  • SVR stimate → configurazione del "circuito".

L'ICON è affidabile come trend, non come valore singolo:

  • ↓ portata con PAM invariata e NIRS che scende → disfunzione di pompa in evoluzione.
  • ↑ SVR con NIRS renale/mesenterica bassa → ipoperfusione periferica "compressa".
  • ↑ portata ma NIRS invariata → problema microcircolatorio o shunt.
Limiti ICON
Artefatti respiratori, PEEP elevate, posizionamento non ottimale degli elettrodi, edema e movimentazione possono rendere i valori imprecisi. Il trend batte sempre il singolo numero.

5. HeRO: rischio sistemico

HeRO analizza la variabilità della frequenza cardiaca per produrre uno score di rischio per sepsi e malattia grave.

  • HeRO in crescita in un neonato instabile → probabilità di processo settico/sistemico.
  • HeRO elevato ma emodinamica ancora buona → sorveglianza ravvicinata.
Errore da evitare
Non si "tratta HeRO". Si tratta il paziente, usando HeRO come peso aggiuntivo nella bilancia insieme a NIRS, ICON, lattato, perfusione e quadro clinico.

6. Integrare tutto: matrici di decisione

  • NIRS bassa + ICON bassa + lattato ↑ + HeRO sfavorevole → forte sospetto di bassa portata su base settica o cardiogena.
  • PAM bassa + ICON alta + NIRS bassa → quadro vasoplegico: priorità a vasopressori.
  • PAM "buona" + NIRS renale molto bassa + ICON normale → ipoperfusione distrettuale (PDA, vasocostrizione, anemia).
Quando cambiare marcia
Parametri discordanti o tendenze peggiorative nonostante strategia coerente → rivalutazione ecografica strutturata, revisione del fenotipo e consulto esperto.
4

Terapia dello shock — fluidi, farmaci e strategia

Messaggio chiave
La terapia non è "protocollo a tappe", ma correzione del fenotipo: volume → pompa → resistenze → microcircolo. Ogni intervento deve essere seguito da una rivalutazione strutturata.

1. Stabilizzazione di base (sempre prima)

  • Vie aeree e respirazione: ottimizzare ossigenazione e ventilazione.
  • Termoneutralità: ipotermia = consumo ↑ e vasocostrizione periferica.
  • Correzione metabolica: glicemia, calcio, sodio, acidosi severe.
  • Accesso vascolare affidabile e prelievi iniziali completi.
Trappola
Correggere solo la pressione senza affrontare ipossia, ipotermia o ipoglicemia porta a decisioni sbagliate e peggiora il quadro.

2. Volumi: quando servono davvero

I boli non sono "automatici": servono quando c'è ragionevole evidenza di ipovolemia.

  • 10 ml/kg di cristalloide isotonico, infusi lenti (10-20 minuti), con rivalutazione.
  • Ripetibili fino a ~30-40 ml/kg solo se i segni clinici e l'ecografia lo giustificano.
  • Se sospetto emorragico → preferire emoderivati precocemente.
Attenzione
In cardiogeno, PPHN o PDA significativo il sovraccarico di volume può peggiorare ossigenazione, pressione diastolica e perfusione sistemica.

3. Quando passare ai vasoattivi

Se dopo ottimizzazione e volumi il quadro resta instabile, si entra nello step vasoattivo — guidato dal fenotipo.

Principio operativo
Non esiste "il farmaco migliore": esiste il farmaco più coerente con quel pattern (bassa portata? vasoplegia? post-carico elevato?).

4. Fenotipi e scelte terapeutiche

A) Bassa portata (cardiogeno / post-asfissia)

  • Obiettivo: aumentare la contrattilità senza eccesso di post-carico.
  • Valutare preload con ecografia → evitare boli inutili.
  • Monitorare lattato, diuresi, NIRS cerebrale e renale.
Pericolo
Spingere la pressione senza migliorare la portata aggrava l'ipossia tissutale.

B) Vasoplegia (settico "caldo" o vasodilatazione)

  • Obiettivo: recuperare la pressione di perfusione e la diastolica.
  • Boli iniziali moderati e precisi, poi attenzione all'edema.
  • Controllare NIRS renale/mesenterica e diuresi.
Segnale utile
Se la PAM sale ma la NIRS resta bassa → riconsiderare strategia (microcircolo non sta beneficiando).

C) PPHN / sovraccarico destro

  • Obiettivo: ridurre il post-carico polmonare e lo shunt.
  • Ventilazione protettiva, sedazione adeguata, controllo acidosi e ipossia.
  • Attenzione ai volumi → facilità a indurre congestione.
Errore comune
"Inseguire la pressione" in PPHN può far collassare la portata senza migliorare l'ossigenazione.

5. Come valutare la risposta

  • Clinica: refill, temperatura periferica, comportamento, diuresi.
  • EGA: lattato e pH → guardare il trend.
  • NIRS: deve migliorare in modo coerente con l'intervento.
  • ICON: verifica se portata e SVR si muovono nella direzione attesa.
  • Ecografia: rivalutazione seriale (preload, funzione, PPHN, PDA).
Regola d'oro
Ogni intervento richiede una rivalutazione strutturata. Se i parametri non seguono la direzione prevista, la diagnosi funzionale va rivista.

6. Shock refrattario

Quando nonostante strategia corretta il quadro non migliora:

  • rivalutazione ecografica completa;
  • ricerca aggressiva di infezione o cause nascoste;
  • considerare insufficienza surrenalica relativa;
  • rivalutare emoglobina, bilancio idrico e ventilazione.
Alto rischio
Lattato che sale, NIRS bassa, diuresi in calo e deterioro neurologico → rivalutazione urgente, consulto esperto ed escalation terapeutica.
5

Monitoraggio continuo e rivalutazione seriale

Messaggio chiave
Lo shock non è uno stato fisso. È una dinamica. La qualità della cura dipende da quanto bene leggiamo l'evoluzione nel tempo.

1. Dal singolo parametro al "profilo"

Nessun valore isolato decide il trattamento:

  • Clinico — refill, temperatura periferica, polsi, comportamento, diuresi.
  • Emodinamico — PAM, ecografia funzionale, NIRS, ICON.
  • Metabolico — lattato, pH, base excess, trend nel tempo.
Trappola
"Sta meglio perché la pressione è salita" — può essere falso. Se NIRS e lattato non migliorano, la pressione è solo un'illusione di stabilità.

2. Frequenza delle rivalutazioni

  • Instabile / vasoattivi in aumento → ogni 10-20 min.
  • Stabilizzazione in corso → ogni 30-60 min.
  • Stabile ma fragile → rivalutazione oraria programmata.

Ogni rivalutazione deve rispondere a tre domande:

  • La perfusione è meglio, uguale o peggio?
  • Il lattato va nella direzione attesa?
  • NIRS/ICON raccontano la stessa storia della clinica?
Regola operativa
Se la tendenza è discordante, fermati, rivaluta il fenotipo e verifica se stai trattando il problema giusto.

3. Quando de-intensificare

  • Riduci gradualmente il vasopressore se PAM e NIRS restano buone e lattato scende.
  • Evita iper-precarico: controlla ecografia, bilancio e segni di congestione.
  • Valuta se sedazione eccessiva sta deprimendo il cuore o mascherando segni clinici.
Attenzione
"Over-support" = edema, aumento del post-carico, peggioramento della perfusione microcircolatoria nonostante parametri apparentemente "perfetti".

4. Shock che cambia volto

Non è raro che uno shock inizi come ipovolemico, evolva in cardiogeno, e si complichi con vasoplegia settica.

  • NIRS migliora dopo i primi boli ma poi scende → congestione / bassa portata.
  • ICON mostra SVR in caduta mentre la PAM crolla → quadro vasoplegico.
  • Lattato che risale dopo miglioramento iniziale → nuova fase patologica.
Idea chiave
Lo shock non si "etichetta" una volta per tutte. Si riformula continuamente, alla luce dei nuovi dati.

5. Indicatori di prognosi e bandiere rosse

  • Lattato che non si riduce entro 6-12 ore.
  • NIRS persistentemente bassa nonostante normalizzazione della pressione.
  • ICON con portata in declino progressivo.
  • HeRO in crescita nel contesto di instabilità sistemica.
Alto rischio
Quando più indicatori convergono verso peggioramento → escalation: imaging, rivalutazione infettiva, revisione della strategia vasoattiva e coinvolgimento di team esperti.

6. Documentare e condividere

  • Annota intervento → risposta clinica → risposta strumentale.
  • Confronta i trend durante i passaggi di consegne.
  • Rendi esplicita l'ipotesi: "pensiamo che il limite sia la pompa / le resistenze...".
Buona pratica
Ogni modifica terapeutica dovrebbe avere un obiettivo misurabile (es. migliorare NIRS renale di 10-15% o ridurre lattato del 20% nelle prossime ore).
Assessment interattivo PRO

Calcolatori PAM, fluidi, infusioni, fenotipo di shock e severità

Algoritmo Shock d'emergenza

Flowchart con dosi calcolate per peso — NNF India 2023 & ACCM 2017